Organismi acquatici dal sapore nettamente diverso in base alle tipologie, le alghe sono un ingrediente che ha recentemente goduto di una buona ascesa grazie all’effetto trainante della spirulina, un superfood apprezzato per il ricco contenuto in proteine, completo di tutti gli amminoacidi essenziali. Le alghe, però, non sono solo rappresentate da questa varietà e dai relativi integratori: in Asia, nei paesi del nord Europa e nelle fasce costiere mediterranee le stesse ricoprono un ruolo nell’alimentazione di tutti i giorni già a priori di questa tendenza.

A Ferrara, si trova un ristorante in cui lo chef, già amante del tema quando lavorava agli ordini del maestro Giancarlo Perbellini, le esalta nei suoi piatti. Stiamo parlando di Makorè, ristorante nel centro storico della città delle biciclette, e di Federico Belluco, cuoco che alle alghe riesce sempre a trovare un posto in menu.

“Diverse sono le tipologie che utilizzo in cucina: dalla lattuga di mare a foglia larga, che servo in un piatto con le animelle in cui la parte vegetale costituisce la pasta dei ravioli, alle più conosciute nori e dulse. L’utilizzo che ne faccio è perlopiù a crudo o in polvere, per conferire al piatto un gusto marino più autentico possibile, eccetto alcune volte in cui ho scelto di utilizzarle in preparazioni insolite, come un pesto a base di olio e pinoli, realizzato per condire un’insalata di pasta fredda”.

Le abbina al pesce, a formaggi freschi dal gusto delicato, come la burrata, ma anche a uova e carne. Alcuni piatti d’esempio? L’Ombrina al furikake, un insaporitore giapponese contenente alghe, che qui viene arricchito di alga nori, oppure il Risotto con tartufo di mare, lattuga di mare e pepe verde, un primo piatto in cui il ricco gusto del mare è conferito anche dall’ingrediente vegetale.

Adesso, è allo studio un’alga, la uva di mare o in giapponese Umibudo, il cui nome scientifico è Caulerpa lentillifera. Come suggerisce il nome, la particolarità è proprio quella che, al posto delle foglie, sugli steli dell’alga crescono palline che rimandano immediatamente all’aspetto di un grappolo d’uva.