Due realtà ferraresi provenienti da due mondi completamente differenti – Makorè da quello ristorativo e A-Rose da quello oncologico - hanno deciso di unirsi per collaborare nell’ambito della ricerca. Per farlo, Makorè e l’associazione, il cui nome è l’acronimo di Associazione Ricerca Oncologica Sperimentale Estense, guidata dalla presidentessa Carlotta Giorgi hanno deciso che una percentuale del ricavato, di ogni singola consumazione, del ristorante verrà devoluta, a partire dal 1° novembre 2021 e per tutto il 2022, all’associazione. Lo scopo? Aiutare la realtà già molto conosciuta e inserita nel panorama cittadino a “portare sotto gli occhi di un pubbblico sempre più ampio, quanto importante sia la ricerca oncologica” ha detto il socio e patologo generale Paolo Pinton.

L’idea è figlia di quattro ricercatori di Ferrara, a Pinton e a Giorgi che lavorano nell’ambito della ricerca preclinica, si affiancano Francesco Fiorica e Gabriele Anania che operano in ambito clinico. “Siamo stati tutti e quattro adottati da Ferrara e, in qualche modo, ci sentivamo di dover restituire qualcosa alla città che ci ha adottato. È dimostrato che ci si cura meglio dove si fa ricerca”. Al pensiero del ricercatore Pinton si associa quello di Federico Fugaroli, titolare di Makorè, che si esprime così sull’accordo appena raggiunto: “A Paolo mi lega prima di tutto una forte stima personale e trovare una sinergia sulla modalità di collaborazione è stato immediato e naturale. Aiutare la loro ricerca anche in piccola parte, attraverso la nostra idea di cucina e i piatti dello chef Federico Belluco, sarà un immenso piacere e, prima di tutto, un dovere morale. Mi auguro che questa scelta sia un segnale forte e sproni altri imprenditori a fare altrettanto”.

              GLI OBIETTIVI PRESENTI E FUTURI DELL’ASSOCIAZIONE
Nello specifico, l’associazione estense, nata nel 2019, si occupa di due grossi filoni: la ricerca oncologica, svolta al fine di scoprire nuove cure terapeutiche migliori per i pazienti ferraresi, e la divulgazione, atta a diminuire la paura che tutti noi possiamo avere verso un nemico che non conosciamo affatto. Grazie alle esperienze lavorative maturate in molti centri in Italia e nel mondo, i quattro soci - due patologi generali, un chirurgo e un terapista oncologo – hanno sviluppato competenze precliniche e cliniche complementari, la cui combinazione permette di creare il giusto connubio di conoscenze per poter sviluppare con successo una ricerca traslazionale (preclinica con applicazione sul paziente) i cui risultati vengono apprezzati anche in America.
Se la ricerca preclinica ha già dei suoi canali di finanziamento - agenzie nazionali e internazionali - è molto più complesso trovare finanziamenti dedicati alla ricerca traslazionale ed è (anche) per questo che il ristorante Makorè ha deciso di scommettere su A-Rose. In attesa che gli impegni della stessa associazione possano essere premiati da altri visionari investitori, per reclutare un ricercatore a tempo pieno impegnato sulla ricerca di nuove cure e per acquisire un proprio spazio dove poter lavorare.